Luoghi comuni e altre fake news

Non è una grande novità, speculare sulla paura è facile ed efficace. Funziona così il consenso politico, funziona così l'interesse ecoomico e, purtroppo, funzioniamo così anche noi.

Ancora una volta, l'unico antidoto, è la conoscenza e l'informzione. ecco una serie di suggerimenti sui cliché più popolari

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Dall'articolo "la frontiera è già aperta" di Gabriele del grande

 

 

"...là fuori non c’è più il Terzo Mondo per come lo intendevamo, ma due super potenze come Cina e India e tutta una serie di nazioni asiatiche, arabe e africane in pieno boom economico le cui popolazioni pensano a tutto fuorché a emigrare nella piccola e vecchia Europa..."

 

...E allora, se un ragazzo di Tirana si può comprare con un click un biglietto low cost e presentarsi al gate col suo bel passaporto senza passare da un’ambasciata, perché non può fare lo stesso una ragazza di Dakar?

 

"Ogni anno, secondo i dati Eurostat, a fronte di una media di 300 mila ingressi senza visto in Europa via mare e via terra, altri 3 milioni di immigrati non europei raggiungono legalmente l’Unione in aereo tra ricongiungimenti familiari, turisti che si fermano allo scadere del visto, studenti e lavoratori stagionali. Il rapporto è uno a dieci.

Vuol dire che per ogni persona che sbarca a Lampedusa davanti alle telecamere dei telegiornali, altre dieci atterrano lontano dai riflettori tra Fiumicino e Malpensa..."

legalizzando l’immigrazione da Africa e Asia ci ritroveremmo sommersi dai diseredati del mondo intero.

libertà di movimento

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La tesi del "pull factor" è stata definita infondata da ricerche scientifiche, come evidenziato in pubblicazioni su SOS Mediterranee, che indicano come la presenza di navi di salvataggio sia una risposta alla necessità di protezione in mare, non la causa delle traversate. In particolare:

 

  • Posizione di Frontex: Il direttore dell'agenzia europea di frontiera, Frontex, ha dichiarato che la presenza delle ONG nel Mediterraneo non agisce come fattore di attrazione o incentivo per le partenze.
  • Evidenze empiriche: Studi dell'ISPI e dati su Pagella Politica mostrano che le partenze non diminuiscono in modo significativo in assenza di navi ONG, indicando che la decisione di partire è guidata da fattori strutturali, non dalla presenza di soccorritori.
  • Ruolo delle ONG: Le navi umanitarie operano in coordinamento con le autorità marittime, rispettando il diritto internazionale, e intervengono solo nel momento in cui le imbarcazioni si trovano già in pericolo.
  • Prospettiva dei trafficanti: Gli studi suggeriscono che i trafficanti di esseri umani operano indipendentemente dalla presenza delle ONG. 
lL’attività della flotta civile incentiva la decisione di affrontare la traversata

pull factor

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No, le ONG (Organizzazioni Non Governative) che operano nel salvataggio in mare  non guadagnano in funzione del numero di salvataggi portati a termine. Non esiste un compenso "a cottimo" o una tariffa premiale per ogni migrante soccorso. 

 

  • Nessun guadagno premiale: Per il soccorso alle persone in mare non è previsto alcun pagamento o premio economico. Le organizzazioni hanno diritto solo al rimborso delle spese documentate o al risarcimento di eventuali danni subiti durante le operazioni.
  • Finanziamento privato: Le ONG , le associzioni e i gruppi di privati che operano nel Mediterraneo  si finanziano in gran parte (spesso oltre il 90%) attraverso donazioni private, donatori individuali, fondazioni e fondi di organizzazioni religiose o filantropiche.
  • Natura non-profit: Essendo organizzazioni senza scopo di lucro, le risorse raccolte servono a coprire i costi operativi, che sono estremamente elevati: gestione della nave, carburante, equipaggiamento sanitario, cibo e stipendi dell'equipaggio tecnico.
  • Costi delle operazioni: Le navi ONG sono costose da gestire e le operazioni di salvataggio sono finanziate preventivamente, non a rimborso successivo basato sul numero di persone salvate.
  • Retribuzione del personale: A bordo non ci sono solo volontari, ma anche personale specializzato (medici, marinai, logisti) che riceve uno stipendio, adeguato alla professionalità e al rischio, ma non collegato al numero di persone salvate. 

 

Le ONG operano in mare basandosi sul diritto marittimo internazionale che impone l'obbligo di soccorso a chiunque si trovi in pericolo. 

lLe ONG guadagno denaro ogni volta che compiono un salvataggio

Convenienza economica

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Questa accusa, se non fosse drammatica, sarebbe comica e dimostra la totale ignoranza della realtà migratoria da parte di chi la solleva. Dopo anni di inchieste, i principali casi giudiziari si sono sempre sconclusi con il totale proscioglimento delle ONG coinvolte.

  • Chi sono i trafficanti?: Coloro che organizzano il traffico di migranti sono organizzazioni criminali che guadagnano grandi somme speculando sulla condizione di necessità di persone che fuggono da paesi in guerra o dove sono discriminate a causa delle loro opinioni e divergenze o dove versano in condizioni di grave povertà. I trafficanti incarnano l’opposto dei valori che ispirano le associazioni che operano nelle attività di ricerca e soccorso nel mediterraneo. 
     
  • Caso Iuventa (2024): Il Tribunale di Trapani ha sancito il non luogo a procedere per i membri dell'equipaggio della nave Iuventa (ONG Jugend Rettet), Medici Senza Frontiere e Save the Children. Le accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, basate su presunti contatti con i trafficanti, sono cadute dopo sette inutili anni di indagini.

In realtà però ci sono istituzioni che collaborano con i trafficanti. Le commistioni tra i governi (o meglio, le autorità statali e le milizie affiliate) libici e tunisini e i trafficanti di esseri umani sono ampiamente documentate da inchieste internazionali, rapporti ONU e organizzazioni non governative. Nel periodo 2024-2025, queste relazioni si sono evolute in un "modello di business violento", dove la distinzione tra forze di sicurezza, guardia costiera e criminalità organizzata è spesso sfumata o inesistente.

  • Guardia Costiera e Trafficanti: Molti rapporti indicano che i membri della Guardia Costiera libica sono essi stessi trafficanti o lavorano in stretta collaborazione con loro. In alcuni casi, le motovedette intercettano i migranti per riportarli nei centri di detenzione, non per salvarli, ma per "rivenderli" ai trafficanti.
  • Centri di detenzione ufficiali e non: Traffico di esseri umani e detenzione arbitraria sono sistematici, con milizie che controllano centri di detenzione ufficiali e non ufficiali, spesso con la complicità di funzionari governativi.
  • Ransom Economy: La tortura e la violenza sistematica nei centri sono usate per estorcere denaro alle famiglie dei migranti (ransom economy), con una rete che include trafficanti, milizie e autorità statali.
lLe ONG operano insieme alle organizzzioni dei trafficanti nella gestone delle rotte migratorie

Accordi con i trafficanti

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